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INTER E NIKE PRESENTANO LA NUOVA DIVISA THIRD PER LA STAGIONE 2020-21

Posted: Mon, 07 Sep 2020 10:58:50 +0200

FC Internazionale Milano e Nike presentano il nuovo terzo kit, caratterizzato da un design dalle strisce orizzontali di colore nero e grigio scuro, per la stagione 2020-21.

Il kit, che sarà indossato nei match delle competizioni europee della prossima stagione, celebra la ‘jersey culture’ degli anni Novanta. La maglia, che presenta strisce nere e grigio scuro, riporta il logo dell’Inter al centro e raffinati dettagli gialli. Un’etichetta che riporta la scritta “Inter Milano” appare sulla nuca, a suggellare il legame tra la squadra e la città, da sempre ispirazione anche di stile e trend. La forma del colletto e la finitura blu dello scollo e delle maniche incorniciano perfettamente la maglia. Pantaloncini e calzettoni neri completano il look.

La divisa fa parte della più ampia collezione dei terzi kit Nike stagione 20-21 ispirati ai leggendari archivi Air Max; infatti la nuova terza maglia dell’Inter prende inspirazione dall’Air Max 97 'Silver Bullets' mentre il legame che unisce Inter e Air Max continua anche nella produzione di una Air Max 270 React ispirata ai colori della maglia del team.

Il terzo kit 2020-21 di FC Internazionale Milano sarà disponibile su nike.com, store.inter.it e presso Nike Milano – Corso Vittorio Emanuele II e l’Inter Store Milano – Galleria Passarella a partire dal 23 settembre. Nella prima settimana la vendita sarà riservata ai Nike members, ai titolari di tessera “Siamo Noi”, soci Inter Club, Members e abbonati della stagione 2019-20 e dal 30 settembre anche nei principali rivenditori autorizzati.

(Foto Inter)

www.inter.it

AS ROMA E NIKE PRESENTANO LA TERZA DIVISA PER IL 2020-21

Posted: Mon, 07 Sep 2020 11:17:26 +0200

La terza maglia della stagione 2020-21 fonde lo stile dell’AS Roma con il meglio dell'eredità Nike Air Max.

I colori utilizzati nel kit, nero, arancione e grigio ricorderanno ai tifosi la terza maglia del 1998-99, mentre la stampa safari è la celebrazione di alcune delle sneakers più ricercate di Nike.

Creazione originale di Tinker Hatfield, la texture safari è destinata a dare un tocco più fashion a qualsiasi outfit casual.

La nuova terza maglia 2020-21 dell’AS Roma è di color nero corvino, con inserti arancioni vivaci sulle spalle e che si congiungono in uno scollo a V.

Lo stemma del club, in versione arancione e nero, e lo swoosh Nike si trovano sul petto mentre l'iconica stampa safari corre lungo i lati della maglia.

Completano il look i pantaloncini e calzettoni neri, entrambi con dettagli arancioni.

Il legame che unisce Roma e Air Max continua anche nella produzione della nuovissima NBHD Air Max 90, che verrà rilasciata come parte della più ampia collezione del club.

Il nuovo kit sarà in vendita a partire dal 23 settembre su www.asromastore.com e negli AS Roma Store.

(Foto AS Roma)

www.asroma.com

LIVERANI: “FELICE DI ESSERE A PARMA, CI SONO LE CONDIZIONI PER FARE BENE”

Posted: Mon, 07 Sep 2020 10:37:14 +0200

Allo Stadio ”Ennio Tardini” è stato presentato Fabio Liverani, neo-allenatore del club crociato.

“Le emozioni sono tante, perché queste sono una Società e una città con un passato storico ed un presente molto importante. E’ una Società che stava sempre nell’èlite anche quando io ero calciatore, come squadra e come ambiente. La rinascita, in questo periodo, è stata di grandissimo livello: vittorie su vittorie di campionati, continuità dirigenziale e di progetto, tornando ad essere in pianta stabile nel campionato di Serie A. Le due salvezze sono state importanti, la Società è stata molto presente in questi anni altrimenti è difficile salire velocemente e mantenersi: questa è la cosa più importante per la città e per i tifosi. Il lavoro svolto da Roberto D’Aversa in questi anni credo sia stato di grandissimo livello, ho trovato un ambiente pronto e preparato. Ho tanto entusiasmo e voglia di fare bene in questa squadra e con questa Società. Appena c’è stata la possibilità ho sentito la voglia di tutti qui, dalla Proprietà al Direttore Sportivo passando per Alessandro Lucarelli che lavora fisso con noi. In questo momento mi piace più far vedere il lavoro che le parole, ma ci sono momenti come questo dove è giusto che io esprima il mio pensiero: vorrei avere presto riscontro sul campo“.

Qual è il suo pensiero di calcio? Con il suo pensiero di calcio ha chiesto qualcosa particolare al Direttore Sportivo o lavorerà con la rosa che ha a disposizione?
“Quando sono venuto io, la cosa che mi piace di più è la chiarezza di ciò che trovavo e di quello che sarà il progetto condiviso immediatamente col Direttore e – automaticamente – con la Proprietà. Mi piace avere dei principi di gioco, il nostro obiettivo è la salvezza che magari possiamo raggiungere attraverso un gioco propositivo. Questo non vuol dire che non ci saranno momenti di sofferenza o momenti di difficoltà, che vanno messi nel contenitore di questo campionato che sarà difficile e complicato. Il Direttore sa i calciatori che abbiamo a disposizione, quelle che potrebbero essere delle cessioni anche se ad oggi non ci sono richieste e dunque siamo quelli dell’anno scorso: un’ottima base. Se ci saranno delle cessioni ci saranno anche delle entrate, altrimenti si può lavorare benissimo con questa squadra che ha delle grandissime potenzialità e si possono trovare altre idee con un gruppo che ha fatto bene e può migliorare“.

Si è parlato molto della possibilità di giocare col trequartista: è davvero un suo modo di giocare? Chiederà questa figura?
“No, non è primario. Il principio è quello di una difesa a quattro e un centrocampo a tre. Oggi in attacco abbiamo delle caratteristiche, se dovessero cambiare ci adegueremo altrimenti giocheremo con le caratteristiche del reparto offensivo che abbiamo che è ottimo. Sappiamo che con l’addio di Kulusevski e Caprari abbiamo perso dei gol e quindi lì dobbiamo cercare qualche idea per trovare questi gol. Se dovesse andare via qualche calciatore in questo reparto, con le condizioni del mercato cercheremo calciatori adeguati e poi metteremo in campo i tre calciatori offensivi in base alle caratteristiche che hanno”.

Ha paura di allenare adesso un gruppo che può essere diverso tra un mese, pur sapendo che è una caratteristica che accomuna tutte le squadre?
“No, paura no. Il lavoro penso che alla fine paga sempre e arriveremo al nostro obiettivo. Il tempo è vero e questo è vero, ma vale per tutti. Il cambiare guida tecnica, la conoscenza: non abbiamo tempo e dobbiamo essere più veloci tutti quanti. Nello stesso tempo, ad oggi, il gruppo è cambiato poco e dunque la mia intelligenza deve essere quella di adeguarmi un pochino ed entrare piano piano, facendo qualcosa di nuovo ma senza stravolgere un gruppo che ha delle conoscenze. Come partenza ci si può adeguare“.

Come si lavora su un gruppo nel cambio della mentalità? Sarà un calcio diverso rispetto a quello che la squadra era abituata a fare:
“Ogni allenatore ha dei principi, non credo che ci sia un giusto e un sbagliato. Ogni allenatore ha delle idee e cerca di plasmare la squadra, ma ci vuole del tempo. Non ne abbiamo tanto e quindi cercheremo, piano piano, di incunearci in qualche principio e qualche idea senza togliere le certezze dei calciatori. Sarà un processo che seguiremo piano piano anche quando arriveranno i punti da giocare, le partite, e trovare senza fretta una strada diversa. Togliere le certezze ai giocatori, almeno per me, non è una scelta intelligente“.

C’è qualche calciatore sul quale Liverani ha posto il veto sulla cessione?
“La chiarezza nel momento in cui ci si conosce è importante. Io, quando sono arrivato qui, conoscevo quelle che sono le idee della Proprietà e la loro partecipazione. So le idee del Direttore Sportivo, sotto questo profilo siamo sotto la stessa lunghezza d’onda ed è importante. Una cessione la determinano la Proprietà, il Direttore e l’allenatore. io non metterò mai il veto su una cessione in cui c’è un guadagno importante per la Società e un calciatore che preme per andare. E’ normale che ad una cessione corrisponde un ingresso di un calciatore per affrontare un campionato – come in questo caso – difficile, racchiuso in otto mesi, con le cinque sostituzioni. E’ automatico avere venti-venticinque calciatori di qualità importanti perché si giocherà in maniera compressa. Non c’è nessun veto, bisogna restare a Parma con la mia stessa volontà ed entusiasmo altrimenti il calcio è pieno di calciatori bravi“.

Il calcio di Liverani in questi anni è stato bello, ha fatto vedere delle cose interessanti: unico neo sono stati i gol subiti. Ha pensato cosa tenere tra quanto fatto di buono e avere un senso difensivo un po’ più spiccato?
“Io credo che ci sia sempre equilibrio tra fase difensiva ed offensiva. Il percorso di Lecce credo sia diverso, perché sono arrivato lì in Lega Pro e siamo stati primi in classifica con la seconda miglior difesa. In Serie B siamo arrivati secondi con la quarta miglior difesa. E’ evidente che avevamo delle difficoltà che erano note alla Società e al Direttore Sportivo, ma avevamo deciso che pur rischiando di prendere qualche gol in più gli investimenti più importanti venissero fatti per fare qualche gol in più. Abbiamo avuto un po’ di difficoltà tra Covid-19 ed infortuni di calciatori che, pensavamo, potessero sopperire a qualche gol in più. Purtroppo non è andata bene, siamo retrocessi con tutte le difficoltà che abbiamo avuto per un paio di situazioni poco fortunate ma l’obiettivo era quello di lottare fino all’ultimo minuto e lo abbiamo fatto. Non c’è una fase offensiva lontana dalla difensiva e viceversa“.

In questi anni il Parma ha lavorato cercando delle strategie per prendere la squadra avversaria. Fabio Liverani che allenatore è? Cercherà di proporre il suo calcio?
“Cerco di essere equilibrato, di avere delle idee per la mia squadra e metterle in campo confrontandomi con l’avversario: non totalmente su di me e non totalmente su di loro. Cerco di trovare una via di mezzo, certe volte ci si riesce di più ed altre di meno. Non riuscire ad essere solo per mia idea o solo quella per gli avversari“.

Gervinho e Karamoh rientrano nei piani di Fabio Liverani?
“Sono due calciatori con una storia diversa. Gervinho, per ciò che ha fatto e dimostrato, è un calciatore esperto, con qualità e determinate caratteristiche. Karamoh è un calciatore da scoprire per noi ma anche per sé stesso, adeguarsi ad un certo tipo di calcio, giocare per sé e per gli altri. Sono due calciatori importanti per il Parma, noi ci lavoriamo e ci contiamo. Poi, se dovessero arrivare delle offerte, in sintonia con Società e Direttore Sportivo le valuteremo e se saranno vantaggiose per tutte le parti credo che non ci sia motivo di trattenere nessuno. Ma deve essere un vantaggio per la Società, per il Direttore Sportivo, per me e anche per il ragazzo“.

Il contratto biennale è un modo per costruire un progetto. Qual è il progetto? 
“Ho sempre fatto contratti e rispettato contratti lunghi, da calciatore e da allenatore. Dove sento fiducia per me è la squadra massima alla quale posso aspirare. Vivo per quella squadra, per quella Società, per quella città, senza avere altri pensieri. E’ evidente che per poter lavorare e dare tutto devo avere degli obiettivi massimi, che si possono raggiungere dopo sei mesi, un anno, tre anni o cinque anni. Per il contratto non c’è stata una trattativa che è durata più di tre minuti, perché se ho la percezione di chi mi contatta che crede in me e ha fiducia in me non mi fa pensare al resto. Sono a Parma pensando di restarci più tempo possibile. Il percorso per arrivare qui non è stato tortuoso. A Lecce ho passato tre anni con una città, una piazza, in una Proprietà a cui si rimane molto legati: succede che il cuore faccia avere mille dubbi e si vada in difficoltà sulle scelte da fare con la testa. Credo che il Covid-19, finire il campionato il 3 agosto, è stato tutto molto concentrato: avevo qualche dubbio in più ma il Parma non c’entra con la mia scelta perché è arrivato dopo. Pensavo di fermarmi e quindi magari da parte del Lecce c’è stato un pensiero di arrabbiatura per una scelta mia diversa rispetto a quella prospettata subito, una scelta dovuta a miei pensieri personali. Non c’era nulla col Parma, non c’era nulla col Direttore e infatti mi sarei serenamente fermato perché dopo tre anni sarebbe stato corretto così“.

Che campionato si aspetta? Si riparte con le stesse condizioni di prima?
“Sicuramente è un campionato particolare. Ripartire dopo venti giorni di sosta, giocare dopo 2-3 settimane di allenamenti con calciatori attualmente in Nazionale che rientreranno il dieci settembre e dunque ad una settimana dall’inizio del campionato. E’ molto atipico per tutti e proprio per questo avremo bisogno di un po’ di tempo per capire che strada prenderà questo campionato. L’assenza dei tifosi sarà importante e speriamo si possano riaprire gli stadi – anche parzialmente – perché lo sport così non ha lo stesso valore. Credo che ci vorranno 8-10 partite per capire che campionato sarà“.

La squadra attuale, al momento, è la stessa dell’anno scorso. Che modifiche potrebbero esserci se la squadra rimarrà questa considerato che il modo di intendere il calcio potrebbe essere diverso?
“Mancano un terzo dei gol fatti e non è poco. Siamo strutturati in una maniera ma perdendo una buona parte di gol. Ci sono le caratteristiche per fare quel calcio ma penso ci siano anche calciatori che hanno giocato in maniera diversa, come Kurtic, Kucka, Darmian. Sono giocatori esperti e di qualità. Adeguarsi ad un altro tipo di calcio è nella loro indole, la squadra che ha finito è un’ottima squadra da poter gestire e plasmare“.

(Foto Getty Images)

www.parmacalcio1913.com

La presentazione di Weston McKennie

Posted: Mon, 07 Sep 2020 16:53:20 +0200

E’ un ragazzo emozionato e con grande voglia di vestire la maglia bianconera, Weston McKennie. Un’emozione che traspare dal suo sguardo, dal suo sorriso e dalle parole che pronuncia dall’inizio alla fine della sua presentazione con i giornalisti invitati all’Allianz Stadium. Un orgoglio che Weston esprime direttamente in italiano: «E’ un onore essere qui alla Juventus».

«QUALCOSA DI IMPROVVISO»
«L’interesse della Juventus nei miei confronti è stato qualcosa di improvviso, ma quando c’è stata l’opportunità di venire a giocare qui, per me non c’è stato alcun dubbio. A essere onesto non c’è nemmeno stato bisogno di essere convinto, perché essere alla Juve è semplicemente un sogno che diventa realtà: sono qui, in mezzo a campioni di cui sono sempre stato tifoso, con un allenatore come Pirlo da cui imparare… Prima li vedevo solo sui videogames, sono innanzitutto un loro fan».

GLI INIZI
«Mio papà è un militare e da bambino ho vissuto in Germania, dove ho conosciuto il mio primo allenatore di calcio. Quando avevo sei anni ho iniziato a giocare a calcio, poi, al mio ritorno negli Stati Uniti, dovevo scegliere se continuare oppure giocare a football americano: la mia scelta mi ha portato qui».

L’IMPEGNO SOCIALE
«Mi sono impegnato in Germania per il movimento “Black Lives Matter”: vogliamo intervenire il più possibile per cambiare la situazione; sono stato sostenuto in Germania, ed è molto bello che anche in Italia possa portare avanti quello in cui credo, perché qui ho ricevuto subito un grande appoggio».

WESTON IN CAMPO
«La mia dote principale è quella di recuperare palloni; mi sento a mio agio e mi diverto a giocare da area ad area, avendo la possibilità anche di portare la palla, collaborando con i miei compagni; ho parlato con Pirlo, cui piace il modo in cui recupero e in cui passo la sfera: ci siamo trovati subito in sintonia relativamente alla mia posizione in campo. Mi aspetto di imparare moltissimo, da Cristiano e dai campioni della Juventus: qui c’è un livello di professionalità molto alto»

FROM USA TO JUVE
«Sono orgoglioso di essere il primo giocatore americano a vestire questa maglia; è un onore essere bianconero e poter rappresentare il mio paese. Negli Stati Uniti la Juve è famosa, ma sarò felice di dare una mano a diffondere ulteriormente il brand, per farlo crescere ancora, e magari per fare avvicinare tanti bambini americani al mondo del calcio».

(Foto Juventus)

www.juventus.com

Napoli: finito il ritiro in Abruzzo, oggi la ripresa al Training Center

Posted: Mon, 07 Sep 2020 11:05:48 +0200

Con l'amichevole vinta contro il Teramo per 4-0, è terminato il ritiro del Napoli a Castel di Sangro.

Gli azzurri si ritroveranno oggi al Training Center per proseguire la preparazione in vista dell'inizio della stagione.

Venerdì 11 settembre è in programma la terza amichevole contro il Pescara al San Paolo.

(Foto Getty Images)

www.sscnapoli.it